Mosè Bianchi (1836-1892) - Arte Antiquariato Musetti
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Mosè Bianchi (1836-1892)

Cod: 208051
Mosè Bianchi (1836-1892)
Autore : Bianchi Mosè
Epoca: Seconda metà dell’Ottocento
Restauri: ottimo stato di conservazione

Categorie: , ,
Descrizione

Mosè Bianchi (1836-1892)
Figura seduta con ombrello
dipinto ad acquerello tecnica mista su cartoncino
in perfetto stato conservativo.
Firmato in basso
Il dipinto si colloca all’interno di una cornice in legno massello di noce , anch’essa in ottime condizioni conservative.
DIMENSIONI CORNICE: cm 61 x 42
DIPINTO: circa cm 30 x 20
Mosè Bianchi (Monza, 13 ottobre 1840 – Monza, 15 marzo 1904),

Figlio di Giosuè, insegnante di disegno e pittore (ritrattista ed esecutore di pale d’altare, di miniature ed acquerelli), e di Luigia Meani, Mosè nasce a Monza il 13 ottobre 1840. Compiuti gli studi tecnici nel collegio Bosisio, nel 1856 s’iscrive all’Accademia di Brera di Milano. In questi anni stringe rapporti di amicizia con i compagni di corso: Filippo Carcano, Tranquillo Cremona, Federico Faruffini e Daniele Ranzoni, condividendo con essi, qualche anno dopo, lo studio milanese in via San Primo.

I suoi primi lavori, di carattere romantico, sono chiaramente influenzati dallo stile del Bertini: ritratti di Simonetta e Giacinta Galimberti, 1861 (Monza, Civici Musei); Giuramento di Pontida, 1862, esposto a Brera nel 1862 e nel 1863; L’arciprete Stefano Guandeca che accusa l’arcivescovo di Milano di sacrilegio, 1862, acquistato dalla Società di Belle Arti.

Arruolatosi nelle file garibaldine, fece parte di un battaglione di Cacciatori delle Alpi, ma sembra non prese mai parte a nessun combattimento e inoltre, che per la sua indisciplinatezza passò buona parte di quel tempo agli arresti.

Completati gli studi nel 1864, dipinse per la chiesa di Sant’Albino, presso Monza “La comunione di S. Luigi Gonzaga”, e subito dopo, il suo primo quadretto di genere, “Vigilia della sagra”, 1864, (Galleria d’Arte Moderna di Milano), briosa e vivace scena, nella quale emergono già tutte le qualità che il pittore dimostrerà negli anni a venire.

Di questo periodo sono anche: Una lezione di canto corale; Lo sparecchio dell’altare, 1865; Cleopatra e La Signora di Monza, 1865, in cui si alternano lo stile romantico pseudo storico a quello naturalistico narrativo.



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